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Non è mai troppo presto per andare a scuola… nel bosco!

L’autunno si mostra ormai in tutti i suoi colori, profumi e odori. E proprio dall’immersione in questa stagione così speciale ci è venuta l’idea di raccontarvi di un’iniziativa che si sta diffondendo sempre di più in Italia: gli asili nel bosco.
Per molti bimbi, infatti, il rientro a scuola non aule e banchi, ma è continuato nella natura e in mezzo agli alberi.

Gli asili nel bosco

Gli asili nel bosco nascono come una tipologia di scuola dell’infanzia che prevede lo svolgimento delle attività quasi esclusivamente all’aperto.
Esistono però numerose iniziative che, tenendo al centro il principio di una educazione a contatto con la natura, hanno assunto diverse forme.
Vengono portati avanti molti progetti ispirati al principio dell’educazione nella natura anche all’interno di scuole tradizionali e alcuni di questi sono arrivati a coinvolgere ragazzi dei primi anni di liceo.
Particolarmente interessanti sono i progetti dedicati ai bimbi in età da nido, perché sottolineano come il contatto con la natura e la vita all’aria aperta siano fondamentali fin da subito. Inoltre, in un momento di stress come quello causato dall’ingresso a scuola, stare all’aria aperta è già di per sé un aiuto per i bimbi. L’assenza di luoghi chiusi e proprio il contatto con la natura li aiuterebbero a tranquillizzarsi.

Non esiste il brutto tempo, solo un abbigliamento sbagliato

Gli asili nel bosco hanno cominciato a diffondersi nel Nord Europa dagli anni ’50. Le prime scuole all’aperto, però, sono nate proprio in Italia agli inizi del secolo scorso. Erano chiamate “scuole giardino”.
Oggi, esperienze di questo tipo sono diffuse in tutto il mondo adattandosi al paesaggio circostante.
Esistono infatti, solo per fare un esempio, anche l’asilo e la scuola primaria del mare.
L’elemento fondamentale di queste iniziative è che la principale maestra è la Natura ed è proprio l’ambiente naturale a fare da aula. I bimbi hanno a disposizione anche degli spazi al coperto che vengono utilizzati in caso di condizioni meteorologiche particolarmente difficili o per svolgere alcune attività. Si parte comunque dal presupposto che, se si adotta il giusto abbigliamento, non c’è nessuna ragione per rinunciare a vivere all’aria aperta, in qualunque stagione.

Chi ascolta dimentica, chi vede ricorda, chi fa impara

I bimbi che frequentano gli asili nel bosco non solo vivono all’aperto la propria giornata, ma sono anche spinti a utilizzare materiali naturali per le attività. Quindi al bando i giocattoli commerciali e via libera alla fantasia per costruirne da sé, secondo il principio dell’imparare facendo. Queste attività rispondono alla necessità dei nostri curiosissimi bimbi di relazionarsi e agire sulla realtà che li circonda.
Svolgere attività concrete permette ai bimbi di fare esperienza diretta di aspetti della realtà. Possono fare esperienza di concetti spesso spiegati in astratto, come le luci, le ombre o il calore, ma anche osservare animali e vegetali nel loro ambiente naturale, sempre seguendo le stagioni. Nei bimbi che frequentano il nido questo è fondamentale per stimolare la loro curiosità, il senso della meraviglia per le scoperte quotidiane e la gioia che da esse deriva.

 

L’importanza della relazione e dell’ascolto

 

Gli asili nel bosco nascono come reazione alla eccessiva cementificazione delle scuole. Sia dal punto di vista delle strutture e della disponibilità di spazi verdi, sia dal punto di vista delle regole e dei programmi.
Le classi degli asili nel bosco, che hanno un educatore ogni 10 bimbi circa, permettono di sviluppare relazioni più strette e una maggiore possibilità di ascolto delle loro esigenze.
Tutti noi sappiamo quanto sia importante il contatto per i nostri piccoli ma anche quanto possa risultare complicato capire le loro necessità oltre la fame e il sonno.
Il bimbo, inserito sin da subito in un ambiente stimolante e che gli pone delle sfide, è invece abituato a comunicare i propri bisogni.
Come sappiamo, se vestiti in modo adeguato – ad esempio, prediligendo abiti in tessuti naturali e traspiranti come la lana e la seta – per i bimbi non è un problema stare all’aria aperta. E affrontare “problemi” come le pozzanghere può diventare un divertimento. Ma se hanno freddo o se desiderano svolgere delle attività al coperto possono farlo. Questo permette loro di prendere consapevolezza dei propri bisogni e imparare a esprimerli in un ambiente che ne facilita l’ascolto.
Alcune interessanti realtà coinvolgono anche i genitori fin dai primissimi mesi di vita del bimbo.

Un progetto che ci ha colpito in particolare è “Senza pannolino”, basato proprio sull’ascolto del piccolo e delle sue esigenze. L’asilo lavora con i genitori per far sì che imparino a decifrare i segnali del corpo del bimbo evitandogli un ingombrante ostacolo ai suoi movimenti e permettendogli di essere più a suo agio nell’ambiente circostante.

 

Il manifesto pedagogico dell’Asilo nel bosco

Il progetto dell’Asilo nel bosco è riassunto in 5 punti fondamentali (fonte: http://www.asilonelbosco.com):
1) Lo spazio esterno come aula didattica privilegiata.

2) Una grande attenzione alla relazione: il rapporto educatore bambino è 1 a 9 e non 1 a 25 come nella scuola dell’infanzia tradizionale.

3) L’esperienza diretta come principio cardine della didattica: “Chi ascolta dimentica, chi vede ricorda, chi fa impara”.

4) L’importanza delle emozioni. Si può vivere da adulti felicemente senza sapere i logaritmi o senza conoscere la struttura dell’atomo. Non si può essere felici senza sapersi relazionare con l’altro e non sapendo amare.

5) Il gioco come veicolo didattico privilegiato e come strumento comunicativo maggiormente usato.

Tornare a scuola ma nel bosco, ecco dove

 

Gli asili nel bosco sono poco diffusi per la scarsa comunicazione, difficoltà legate a leggi piuttosto datate e mancanza di spazi adeguati.
Esistono, però, mappe molto complete delle attività di educazione in natura.
Una, ad esempio, la trovate qui.

Avete trovato interessante l’idea degli asili nel bosco?

Ecco alcune attività divertenti ed educative da fare con i bimbi all’aria aperta:

L’orchestra della natura:
creare degli strumenti musicali con ciò riusciamo a trovare insieme ai bimbi nella natura e poi suonarli tutti insieme. Potete realizzare delle maracas con dei ciottoli in una bottiglietta.
Oppure uno xilofono con bastoncini di legno di diverse lunghezze e un bastone della pioggia con un tubo di cartone chiuso alle estremità, con delle castagne o altri elementi all’interno.

Naturalmente artisti:
foglie di tutte le dimensioni possono diventare timbri dipingendole con tinte a base naturale per poi stamparle sulla carta o sulla stoffa. Potete usarle come modello seguendone i contorni con la matita, oppure semplicemente sbriciolarle per sentirne la consistenza e il rumore.


Esperimenti con l’acqua:

l’acqua è un elemento sempre molto amato dai bimbi per giocare, perciò perché non utilizzarla per fare degli esperimenti? Ad esempio, raccogliete elementi naturali come sassi, foglie, pezzi di legno e verificate con i bimbi cosa galleggia e cosa affonda.

 

Assoluta libertà:
lasciate liberi i bimbi di inventare al momento i giochi da fare, stimolati dall’ambiente circostante più che da noi adulti.

E se siete alla ricerca di consigli su come vestire i bimbi per prepararli a giocare all’aria aperta anche in autunno, leggete qui!


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